Isolamento, ragione e buon senso di fronte ad un nemico sconosciuto

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Invece di lamentarci continuamente usiamo la ragione e soprattutto il buon senso, l'unica arma vincente al momento. Non v’è dubbio ormai che siamo di fronte ad una situazione che di ora in ora sta divenendo sempre più critica e difficile da gestire. Le misure adottate dal governo (vedi l’ultimo DPCM di ieri 4 marzo 2020)  per combattere il coronavirus sono senza ombra di dubbio le minime indispensabili e di buon senso che un paese deve applicare di fronte ad un’emergenza globale come questa.Dal mio più vista sarebbe stato opportuno ragionare invece in termini ancora più restrittivi, chiudendo tutti gli uffici ed esercizi commerciali non indispensabili ai fini della sopravvivenza del paese per almeno un mese, al fine di isolare i casi sospetti ed arginare cosi, in modo definitivo, il diffondersi del contagio.

Tutti noi siamo portati a ragionare in termini relativistici, in base al nostro tornaconto personale e alle nostre necessità, e quasi mai invece guardiamo al bene ultimo, e superiore, quello della collettività, il bene comune insomma. Moltissimi, per lo più gli imprenditori, si lamentano (e giustamente dal loro punto di vista) di subire gravi danni economici vedendo in calo i loro affari e come biasimarli? Ma si dimenticano però che se  non riuscissimo ad arginare e spegnere il diffondersi di questa epidemia lo scenario sarebbe di gran lunga peggiore. Pensiamo ad esempio se andasse in collasso l’intero sistema sanitario nazionale: i medici sono i primi esposti al rischio e combattono tutti i giorni in trincea da quando è scattata questa emergenza, isieme ad infermieri ed altri operatori della salute pubblica. E se cominciassero ad ammalarsi loro (come purtroppo è già successo)? lo scenario potrebbe avere dei risvolti imprevedibili ed inquietanti.

E’ chiaro che a questo punto dobbiamo darci delle priorità e la priorità massima ora è la salute in primis dei sanitari che a loro volta consente, a stretto giro, di preservare quella dei cittadini “comuni”. E’ qui che interviene il buon senso, è per questo motivo che andrebbero chiuse tutte le attività commerciali, e non solo le scuole, che prevedano il contatto con le persone. E’ questo il meccanismo che il virus sfrutta per riprodursi e vivere, passando da persona a persona. La maggior parte della gente, per ignoranza o per interesse, non lo capisce o fa finta di non capirlo. E noi abbiamo un’arma estremamente potente per spezzare questa catena, l’isolamento. Lo so, è una misura apparentemente drastica, soprattutto in un mondo maledettamente globalizzato, dove il fine ultimo è la competizione economica, il grande male di questa epoca che stiamo vivendo. Ma è al momento l’unica misura attuabile di successo contro questo nemico sconosciuto.

L’ipotesi di un vaccino, che sicuramente arriverà, è comunque una misura fondamentale ma di secondo step. Dando per scontato che è stato già in parte potenzialmente individuato, dobbiamo tenere in considerazione che esso prima dovrebbe venire testato, poi prodotto su larga scala ed infine somministrato. Capiamo così che i tempi si allungherebbero moltissimo e proprio per questo motivo ritorniamo al punto di partenza. Per prima cosa quindi l’isolamento è l’arma più intelligente che possiamo usare per sconfiggere il diffondersi del contagio ed in ultima analisi usare il vaccino, una volta testato, per dargli il colpo di grazia.

Invece di lamentarci continuamente usiamo la ragione e soprattutto il buon senso, l'unica arma vincente al momento.

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